La Corte d’Appello di Roma, con sentenza del 15 novembre 2022, n. 4394, ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno biologico, del danno morale e di quello professionale ad un lavoratore dipendente di una primaria società del settore dell’Energia, assistito dagli avvocati del lavoro dello studio legale di Roma Summa & Associati che aveva subito una dequalificazione professionale a causa della quale aveva anche sviluppato una patologia depressiva.
La Corte d’Appello, applicando il nuovo art. 2103 c.c. come modificato dal D.Lgs. 81/2015 (secondo cui il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto ovvero a quelle corrispondenti all’inquadramento superiore che abbia successivamente acquisito ovvero “riconducibili allo stesso livello e categoria legale di inquadramento delle ultime effettivamente svolte”), ha accertato che le inferiori mansioni assegnate non erano riconducibili al livello posseduto dal ricorrente, con grave perdita della professionalità acquisita.
Conseguentemente, il datore di lavoro è stato condannato a risarcire il lavoratore del danno alla salute, valutato sulla base delle Tabelle del Tribunale di Milano nonché di quello morale, autonomamente valutato, stante il particolare disagio dello stesso nell’adattarsi a svolgere mansioni ritenute non confacenti, che gli ha causato una sofferenza interiore.
Infine il lavoratore è stato risarcito per il danno professionale patito, che gli ha causato una perdita del suo bagaglio professionale anche sotto forma di perdita di chance.
DOVE: Roma
STUDIO LEGALE: Summa e associati, avvocati del lavoro a Roma
