Illegittimo il licenziamento disposto da multinazionale delle telecomunicazioni

La Corte d'Appello di Roma conferma la reintegrazione dei lavoratori licenziati, stabilendo che la platea dei lavoratori in mobilità non può essere limitata arbitrariamente.

 

Con sentenze dell’ottobre 2019 la Corte D’Appello di Roma ha confermato la reintegrazione di alcuni lavoratori nell’ambito di una procedura di una procedura di mobilità stabilendo che la platea dei lavoratori interessati nell’ambito della procedura di licenziamento collettivo può essere, quindi, limitata agli addetti di una singola unità produttiva solo qualora il progetto di ristrutturazione aziendale si riferisca in modo esclusivo a tale unità – sulla base di oggettive esigenze aziendali che il datore di lavoro deve indicare nella comunicazione ex art. 4, comma 3, della L.n. 223/91 – (v. Cass. sent. n. 22655 del 2012).

Nel caso in esame il Collegio ha evidenziato come nella lettera di apertura della procedura di licenziamento collettivo la società non aveva in alcun modo indicato le ragioni tecniche, organizzative e produttive che giustificavano la comparazione dei lavoratori ad una singola unità organizzativa.

I lavoratori sono stati assistiti dall’avv. Giacomo Summa con un collegio di professionisti.

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