La Suprema Corte con la sentenza n 20258/2020 ha stabilito che nel rito del lavoro, in deroga al generale divieto di nuove prove in appello, è possibile l’ammissione di nuovi documenti, su richiesta di parte o anche d’ufficio, solo nel caso in cui essi abbiano una speciale efficacia dimostrativa e siano ritenuti dal giudice indispensabili ai fini della decisione della causa, facendosi riferimento per «indispensabilità» delle nuove prove ad una loro «influenza causale più incisiva» rispetto alle prove in genere ammissibili in quanto «rilevanti», ovvero a prove che siano idonee a fornire un contributo decisivo all’accertamento della verità materiale per essere dotate di un grado di decisività e certezza tale che da sole considerate, e quindi a prescindere dal loro collegamento con altri elementi e da altre indagini, conducano ad un esito «necessario» della controversia.
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