Dichiarato ritorsivo il licenziamento inflitto a due lavoratori e disposta la loro reintegrazione

Il motivo ritorsivo appare, ad ogni evidenza, l'unica ragione che ha determinato il recesso posto che l'addebito contestato è risultato palesemente infondato.

Con ordinanza del 23 settembre 2021 il Tribunale di Roma Sezione Lavoro, Giudice dott.ssa De Renzis ha preliminarmente accertato la la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato intercorso tra due lavoratori assistiti dallo Studio Legale Summa & Associati e una primaria azienda dell’auto e ha quindi dichiarato nullo il licenziamento intimato e per l’effetto, ordinato al datore di lavoro di reintegrare i lavoratori nel loro posto di lavoro e nelle mansioni da ultimo svolte o in mansioni ad esse equivalenti e a corrispondere loro a titolo risarcitorio un’indennità commisurata all’ultima retribuzione globale di fatto, corrispondente al periodo dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione.

In particolare il Giudice ha accertato “(…) con elevata probabilità logica il carattere ritorsivo del licenziamento intimato, che costituisce l’illegittima reazione datoriale all’azione giudiziaria avanzata al fine di ottenere il riconoscimento della natura subordinata del rapporto di lavoro in essere. Il motivo ritorsivo appare, ad ogni evidenza, l’unica ragione che ha determinato il recesso posto che l’addebito contestato è risultato palesemente infondato. Ne consegue che il licenziamento è nullo in quanto determinato da un motivo illecito determinante ex art. 1345 c.c.”.

 

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