Sentenza della Corte d’appello di Roma in tema di licenziamenti collettivi
La Corte d’Appello di Roma stabilisce che non spetta all’azienda decidere se per il dipendente sia preferibile il licenziamento o una modifica della sede di lavoro.
La Corte d’Appello di Roma stabilisce che non spetta all’azienda decidere se per il dipendente sia preferibile il licenziamento o una modifica della sede di lavoro.
Il Tribunale accoglie il ricorso, stabilendo che l’erronea convocazione a visita dell’INPS non determina la decadenza dalle prestazioni previdenziali.
Il Tribunale di Roma accoglie integralmente la domanda della lavoratrice, applicando le tutele previste dal decreto legislativo 23/2015.
La Corte d’Appello di Roma conferma l’illegittimità del licenziamento, osservando che non spetta all’azienda decidere cosa sia preferibile per il dipendente.
Il Tribunale di Roma dichiara inefficace il trasferimento d’azienda per violazione dell’art. 2112 c.c., in assenza di un’autonoma attività economica organizzata.
Il Tribunale di Roma accerta la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, applicando i criteri distintivi tra lavoro autonomo e subordinato.
La Corte d’Appello di Roma conferma la stabilizzazione a tempo indeterminato del dipendente, respingendo il ricorso della primaria società multiservizi.
Il Tribunale di Roma stabilizza a tempo indeterminato un ballerino del Teatro dell’Opera, accogliendo i rilievi di incompatibilità con il diritto europeo.
La Corte d’Appello di Roma accerta l’illecita somministrazione di manodopera, dichiarando la sussistenza di rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato con Poste Italiane.
La Corte d’Appello di Roma conferma la conversione a tempo indeterminato dei contratti a termine per violazione dei limiti percentuali previsti dalla legge.